Alle due di notte la voce di Davide Panizza inacidita dall’auto-tune annuncia l’inizio del concerto. Sono in prima fila e il Tunnel, a Milano, è sold out. Sul telo bianco in fondo al palco qualcuno proietta delle scritte digitate sulla tastiera di un laptop. Una di queste invita a visitare youtube.cum, altre frasi sono fantasiosamente storpiate, altre ancora invece sono irripetibili. Assisto all’improvvisa comparsa dei caschi con luci a led incorporate e al posizionamento a terra delle rudimentali percussioni in latta, entrambi tratti distintivi dei live targati Pop X.
Il palco si riempie in fretta, in modo casuale. Luci intermittenti viola e verdi spuntano ovunque. Davide Panizza, in mutande e maglietta nera di chiara ispirazione Isis, da il via al concerto. Affianco a lui Luca Babic sopraggiunge in giacca a mo’ di Conte Mascetti. Davanti a me invece, a una spanna di distanza, Niccolò di Gregorio inizia a pestare forsennatamente il piatto di una batteria elettronica. Assieme a loro ci sono Walter Biondani, divo del canale YouTube Superblutone e coprotagonista di molti video del gruppo, la finlandese Nasty Bitch, vera guest star della serata e Andrea Agnoli in divisa cleropsichedelica. In mezzo ai Pop X altri ragazzi fanno da figuranti su un palco presto diventato una baraonda di suoni e colori, una vera e propria giungla metropolitana.

Difficile ricordare l’ordine preciso dei brani, intontito e immerso com’ero nell’agitarmi a spintoni, tra i salti e gli ondeggiamenti a tempo di base. Ricordo l’annuncio di Sparami accompagnato da una doccia di Cuba Libre sulla testa (quando il liquido mi è sceso dal naso sulle labbra ho percepito chiaramente il mix di rum e cola). Nel corso della serata una pioggia di ghiaccio proveniente dai cocktails raggiunge più volte il palco, a intermittenza, durante i pezzi storici Centro Con I Missili, Drogata Schifosa, Pierino. Una gran quantità di sudore, visto e vissuto, scorre copiosa, più che a un mitologico concerto punk. Di fronte a me Babic viene legato con una catena per poi essere liberato in mezzo al chiasso. Nel casino disorganizzato, tra il battito della cassa e un rumore di percussione da corrida, tra le centinaia di persone illuminate dai led, un ragazzo con gli occhiali da sole e una maglietta con la scritta Ghey Pride distribuisce decine di braccialetti fluo che vengono impugnati e scossi sopra la testa arricchendo la selva di colori. Secchio e Madamadorè, le hit del nuovo album Lesbianitj, uscito lo scorso 18 novembre per Bomba Dischi, vengono cantate a squarciagola senza un attimo per poter tirare il fiato. I crowd surfing ripetuti di Walter, vestito da prete, irrompono sulle prime file, inaspettati come i balli furiosi trascinati da Cattolica, altro pezzo storico e immancabile urlato dalle groupie che dall’inizio del concerto hanno occupato il palco, agitandosi, abbracciando, facendo cose.
I primi quaranta minuti di esibizione sono serrati, ininterrotti, fatali e per fortuna lasciano spazio a una sequenza di brani più tranquilli, per così dire conscious. Paiazo, Legoland, Azzurra, Una Vita Stupenda ma soprattutto Tanja, una delle prime canzoni firmate Pop X, lontana nel tempo, magistralmente interpretata da Walter, coautore del pezzo, vero intrattenitore e idolo delle folle. Il ritmo ora è rallentato, si inizia a percepire una vena nostalgica, da fine serata.
Sono passate le tre e sul volto dei fan, ma anche nelle mie ginocchia, emergono i primi segni di cedimento. Viene annunciato più volte l’ultimo brano ma puntualmente è seguito da un altro annuncio e da un altro brano e così si continua fino alle tre e mezza, fino a quando tutto improvvisamente finisce, le luci sul palco si spengono, il locale lentamente si svuota e nell’aria inizia ad aleggiare un’aria strana, una calma inusuale preceduta dal caos, quasi fosse passato un tornado.
Questi sono i Pop X, un ciclone di suoni demenziali e luci psichedeliche, uno scacciapensieri che arriva, scompiglia tutto, e se ne va lasciando sbigottiti, impressionati ma fondamentalmente più sereni. Felici di un allegria spensierata, demenziale, infantile e proprio per questo così tanto agognata, così difficile da abbandonare.

Link utili:
Intervista ai Pop X
Breve documentario sull’esperienza finlandese